Il Greco di Tufo è un vino bianco DOCG prodotto in otto comuni della provincia di Avellino, da uve Greco. Nasce in un territorio collinare attraversato dal fiume Sabato, con vigneti soprattutto tra 300 e 500 metri e suoli nei quali possono comparire argille, tufo, arenarie, gesso e componenti minerali legate anche alla presenza storica dello zolfo.
Per comprendere il Greco di Tufo bisogna guardare anche sotto la superficie dei vigneti. Le miniere di zolfo, sviluppatesi dopo la scoperta dei giacimenti nel 1866, hanno segnato per oltre un secolo la vita economica del paese. Oggi il vino racconta un’altra fase della storia locale: lo zolfo resta una traccia del territorio, non una spiegazione unica del carattere di ogni bottiglia.
Greco e Greco di Tufo non sono quindi sinonimi: Greco è il vitigno, Greco di Tufo è una denominazione di origine.

Dove si produce il Greco di Tufo?
L’areale del Greco di Tufo si trova sulle colline che gravitano intorno al fiume Sabato, nella zona nord-occidentale della provincia di Avellino.
La denominazione comprende otto comuni:
- Tufo;
- Altavilla Irpina;
- Chianche;
- Montefusco;
- Prata di Principato Ultra;
- Petruro Irpino;
- Santa Paolina;
- Torrioni.
È un’area relativamente circoscritta se confrontata con le altre due DOCG irpine, Taurasi e Fiano di Avellino.
La superficie vitata per la produzione del Greco di Tufo è di circa 800 ettari.
Il territorio della denominazione è quindi più piccolo di quello del Fiano di Avellino e del Taurasi, ma al suo interno esistono comunque differenze significative.
A quale altitudine si coltiva il Greco di Tufo?
I vigneti possono trovarsi indicativamente tra 250 e 700 metri sul livello del mare, anche se la maggior parte è concentrata tra 300 e 500 metri.
La viticoltura è molto frammentata.
La dimensione media delle proprietà è ampiamente inferiore all’ettaro e molti vigneti occupano pendii e versanti non semplici da lavorare.
I terreni possono essere duri e ricchi di argilla. Le pendenze e la disposizione irregolare delle parcelle vitate rendono inoltre difficile una meccanizzazione del lavoro in vigna.
È un dato importante perché aiuta a capire che dietro una bottiglia di Greco di Tufo non c’è soltanto un vitigno, ma anche un paesaggio agricolo molto particolare.
Su quali terreni cresce il Greco di Tufo?
I suoli della denominazione sono prevalentemente di origine marina e vulcanica.
La loro composizione può comprendere:
- argille;
- tufo;
- sabbie e conglomerati;
- arenarie;
- marne calcaree;
- lenti di gesso;
- fossili marini;
- componenti minerali, tra cui lo zolfo.
Non tutti questi elementi sono presenti nello stesso modo in ogni vigneto.
Lo zolfo è un elemento importante nella geologia e nella storia di alcune aree della denominazione, ma il territorio è più complesso.
Perché Tufo è legata allo zolfo?
Lo zolfo non appartiene soltanto al racconto vitivinicolo di Tufo: ha segnato profondamente la storia economica del paese.
Nel 1866 furono individuati importanti giacimenti di zolfo. Lo sviluppo delle miniere trasformò l’economia locale e l’attività estrattiva rimase significativa per decenni.
A partire dagli anni Sessanta del Novecento l’attività mineraria iniziò progressivamente a ridursi, fino alla chiusura definitiva nei primi anni Novanta.
Parallelamente il vino assunse un peso sempre maggiore nell’economia della zona.
Da quanto tempo si produce Greco di Tufo?
Il Greco è un vitigno di origine antichissima.
La vocazione viticola dell’area di Tufo è antica, ma la storia moderna del Greco di Tufo è legata anche allo sviluppo dei trasporti.
La stazione di Tufo, sulla linea Avellino-Benevento, divenne un importante punto di transito dei vini della Valle del Sabato.
Il nome del paese cominciò così a funzionare come riferimento geografico per il vino, prima ancora della formalizzazione della denominazione.
Le prime bottiglie sicuramente documentate con questa indicazione risalgono ai primi anni del Novecento.
La DOC Greco di Tufo venne istituita nel 1970. Il riconoscimento della DOCG arrivò nel 2003.
Greco e Greco di Tufo sono la stessa cosa?
No. Greco è il nome del vitigno. Greco di Tufo è il nome della denominazione.
È lo stesso principio che distingue Aglianico e Taurasi oppure Fiano e Fiano di Avellino.
La distinzione può sembrare formale, ma è fondamentale.
Il vitigno (Greco) descrive la varietà della vite. La denominazione (Greco di Tufo DOCG) aggiunge invece un’origine geografica precisa e un insieme di regole produttive.

Quando si vendemmia il Greco di Tufo?
La vendemmia avviene generalmente nella prima metà di ottobre.
Tra le aree più precoci e quelle più tardive della denominazione si possono osservare differenze nell’ordine di 10-15 giorni.
Non sempre queste variazioni dipendono soltanto da altitudine, suolo o esposizione.
Anche il modo in cui viene gestito il vigneto e il momento di raccolta scelto dal produttore possono incidere in modo significativo.
Tutti i Greco di Tufo hanno le stesse caratteristiche?
No. Il territorio del Greco di Tufo è relativamente più ristretto rispetto a quello del Fiano di Avellino o del Taurasi, ma non è uniforme.
Cambiano:
- esposizione;
- altitudine;
- pendenza;
- composizione del terreno;
- disponibilità idrica;
- conduzione agronomica;
- epoca di raccolta;
- vinificazione;
- durata e modalità dell’affinamento.
Anche su una superficie relativamente raccolta, il Greco cambia espressione da un versante all’altro. Per studiarne le sfumature, Feudi di San Gregorio considera singolarmente le oltre 800 particelle che compongono il proprio patrimonio viticolo irpino, distribuito su circa 300 ettari. L’attenzione qui è rivolta soprattutto alle risposte del Greco ai diversi microambienti: la frammentazione infatti è particolarmente utile per studiare il Greco.
Invece di considerare l’intera denominazione come un blocco unico, si possono osservare le differenze tra vigneti e micro-aree e verificare come cambiano maturazione e caratteristiche delle uve.
Da questo lavoro sono nati anche progetti dedicati a singoli vigneti e micro-territori.
Cutizzi, per esempio, è un Greco di Tufo DOCG Riserva che prende il nome dal vigneto di provenienza nell’area di Santa Paolina. Si tratta infatti di un cru, cioè un vino legato a uno specifico vigneto ritenuto particolarmente espressivo.

Il Greco di Tufo può invecchiare?
Sì. Il Greco di Tufo non è necessariamente un vino da bere soltanto giovane.
È uno degli aspetti più interessanti della denominazione e, più in generale, dei grandi bianchi irpini.
Nel Greco di Tufo la freschezza è una delle risorse che sostengono l’evoluzione. È il ruolo strutturale dell’acidità, richiamato anche da Pierpaolo Sirch, responsabile della produzione di Feudi di San Gregorio: non una garanzia di longevità da sola, ma un elemento da valutare insieme a struttura, annata e affinamento.
A questo si aggiungono anche altre caratteristiche che possono favorire la longevità del vino, come la struttura, il vigneto, l’annata, la vinificazione, l’affinamento e la conservazione.
L’esperienza di Feudi con Cutizzi Greco di Tufo DOCG Riserva permette di osservare concretamente questo potenziale. La cantina infatti propone degustazioni verticali di questo vino che vanno indietro nel tempo anche di 10-15 anni per raccontare la capacità di invecchiamento dei grandi bianchi irpini.
Che differenza c’è tra Greco di Tufo e Fiano di Avellino?
La prima differenza è sicuramente il vitigno.
|
Greco di Tufo |
Fiano di Avellino |
|
|
Vitigno di riferimento |
Greco |
Fiano |
|
Denominazione |
DOCG |
DOCG |
|
Comuni |
8 |
26 |
|
Area |
Più compatta |
Molto più estesa ed eterogenea |
|
Altitudine indicativa dei vigneti |
250-700 m |
250-700 m |
|
Vendemmia tipica |
Prima metà di ottobre |
Seconda metà di settembre-prima decade di ottobre |
|
A LIVELLO DEGUSTATIVO |
Spiccata mineralità |
Ampiezza aromatica |
Greco di Tufo e Greco di Tufo Riserva sono la stessa cosa?
Appartengono alla stessa denominazione, ma la menzione Riserva identifica una tipologia specifica. Richiede infatti da regolamento un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno 12 mesi.
Cutizzi e Goleto sono esempi di Greco di Tufo DOCG Riserva.
È particolarmente utile comprendere anche un altro concetto: la differenza tra Riserva e cru. La prima riguarda una specifica tipologia prevista dalla denominazione; l’altra viene utilizzata per mettere in evidenza l’origine in uno specifico vigneto.
Con cosa si abbina il Greco di Tufo?
È un vino caratterizzato da una grande sapidità e freschezza e che per questo si sposa bene con
- piatti di pesce (soprattutto primi!), vongole, frittura di paranza, crudi e antipasti di mare. Ostriche, crudi di scampi e gamberi rossi, tonno, branzino
- cristacei e molluschi, calamari, il polpo, le seppie e le capesante
- il baccalà, tipico del territorio irpino,
- sushi, sashimi
In sintesi: che vino è il Greco di Tufo?
Il Greco di Tufo è un vino bianco DOCG irpino prodotto da uve Greco.
Cinque elementi per inquadrarlo:
- la denominazione comprende otto comuni;
- i vigneti si trovano indicativamente tra 250 e 700 metri, soprattutto tra 300 e 500;
- la vendemmia si concentra generalmente nella prima metà di ottobre;
- i suoli sono complessi e possono comprendere argille, tufo, arenarie, gesso e componenti minerali;
- ha un significativo potenziale di invecchiamento.
FAQ sul Greco di Tufo
Il Greco di Tufo è un vitigno?
No. Greco è il vitigno; Greco di Tufo è la denominazione del vino prodotto nell’area prevista.
Quando si vendemmia il Greco?
Generalmente nella prima metà di ottobre, con differenze di circa 10-15 giorni tra le zone più precoci e quelle più tardive.
Il Greco di Tufo può invecchiare?
Sì. Alcuni Greco di Tufo possiedono un importante potenziale di evoluzione. Acidità e struttura contribuiscono, insieme a vigneto, annata, vinificazione e conservazione.
Qual è la temperatura ideale di servizio per il Greco di Tufo?
È bene servire il Greco di Tufo a una temperatura intorno ai 10-12°C.
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